La schiavitù delle convenzioni sociali : opporsi alla normalità come mezzo di affermazione sociale…

Postato il Aggiornato il

…blinda la supercazzola come se fosse antani!

Una delle frasi che mi sento dire più spesso, più o meno da quando ho 14 anni, in seguito a qualunque mio comportamento è :

“Ma ti sembra di essere normale?”

E , ovviamente, la mia risposta non può che essere

“Mai detto di esserlo”

Viviamo in una società che ha dei canoni ben saldi per quanto riguarda ciò che viene considerato come normalità e ciò che non lo è. Sostanzialmente, come tutti sappiamo, si definiscono normali tutti quei comportamenti accettati e seguiti dai più. Chiunque abbia idee o gusti differenti viene additato come strano o diverso.

Ma non voglio parlare di tutte quelle persone che vivono seguendo le convenzioni sociali, anzi, voglio parlare di quelle persone che si rifiutano di seguirle, non perché vedono il mondo con occhi diversi, ma perché scelgono di farlo, come mezzo non tanto di evasione ma di affermazione sociale.

Quando andavo al liceo c’erano i truzzi. Li riconoscevi a vista, ovviamente, altrimenti non sarebbero stati truzzi. Scarpe firmate, vestiti alla moda, capelli improponibili. Gente additata come superficiale. Poi, in minor numero, c’erano gli alternativi, quelli che si opponevano alla moda del momento perché la consideravano stupida e perché pensavano di essere indipendenti da un pensiero massificato che imponeva cosa indossare, che musica ascoltare e come esprimersi.
E se i truzzi erano, perlomeno, colorati in maniera differente, gli alternativi erano tutti uguali: finto eskimo da studente rivoluzionario anni ’70, kefia al collo, borsa a tracolla marrone con spille di gruppi musicali alternativi e pantaloni larghi. Per non seguire la moda ne avevano creata un’altra, ma guai a dirglielo. Loro erano diversi e proponevano una propria individualità che, nel gruppo, non c’era.

Ma agli adolescenti si perdona più o meno tutto.

Io ero già diverso e distante da questi concetti. Mi vestivo con ciò che trovavo nell’armadio senza starci troppo a guardare, ma quando comprai la giacca di pelle iniziarono anche per me le frecciatine volte a inserirmi dentro un contesto sociale. Ma d’altronde, come ho già scritto in un articolo precedente, l’essere umano ha bisogno di etichettare qualunque cosa\persona per definirlo.

Sotto la statua equestre

Questa separazione netta la trovai anche andando all’università e comunque anche semplicemente andando in giro con persone differenti restando sempre rinchiuso nel mio essere me stesso e analizzando certi comportamenti che ad oggi mi hanno portato realmente a pensare che esista un gruppo di persone che si oppone alle convenzioni per affermare la propria individualità, per non sentirsi parte di qualcosa deciso da altri senza però rendersi conto che gioca allo stesso gioco. Insomma, il vero anticonvenzionale non è chi rifiuta il concetto massificato di normalità ma chi, semplicemente, non lo considera e vive la sua vita senza cercare di venire inserito in un gruppo socialmente definito.

Mi viene in mente un esempio abbastanza significativo per spiegare al meglio come la penso.

Conosco un ragazza che alla sua laurea è andato con la maglia di Batistuta. Chiaramente la sua era una provocazione contro il sistema del vestiti bene per il giorno della laurea e, forse, anche per provocare i professori romani che seguivano altre squadre di calcio. Ora, questo comportamento che apparentemente sembra un voler affermare qualcosa del tipo sono diverso dalla massa, non mi piego alle vostre convenzioni in realtà, per come la vedo io ovviamente, nasconde soltanto la volontà egoista di volersi affermare come persona differente, più intelligente perché non legata a modi di vivere dettati da altri e dotata di un forte individualismo. Beh, ritengo che se avesse voluto veramente mostrare il suo disinteresse verso le imposizioni sarebbe andato alla laurea vestito come si veste tutti i giorni, esattamente ciò che ha fatto un mio caro amico che alla discussione si è presentato con un normalissimo maglione di lana.


vangogh

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...