“Il tempo passa senza chiedere scusa”

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Ho sempre avuto uno strano rapporto con il tempo. Non l’ho mai misurato realmente in giorni o in settimane come fanno tutti, piuttosto mi sono soffermato su come cambiano le cose e le persone man mano che le stagioni passano. Mi piace soffermarmi a osservare i luoghi dove andavo a giocare da bambino e ricordarli come sono mutati nel tempo, oppure guardare come le stesse persone cambiano fisicamente: i capelli che cadono e\o diventano bianchi, la barba che cresce, le rughe, il fisico che invecchia ma anche le priorità della vita che, per forza di cose, mutano e tutte quelle cose, invece, che restano identiche a come le ricordi tra i banchi di scuola.

E invece la maggior parte delle persone vede il tempo come numeri prigionieri di un sistema troppo chiuso. Conta il tempo cercando di averne il controllo e costringe ogni momento in un recinto sociale. E allora c’è l’età per fare una cosa e quella per farne un’altra e guai a rompere questa convenzione perché si rischia di uscire dai canoni. E la massa odia chi esce dai binari, ne ha paura, non sa controllarla e si difende puntando il dito ed emarginandola con appellativi che, in teoria, dovrebbero essere dispregiativi ma che invece sono più indicativi di quello che può essere una persona.

“Un giorno l’uomo attaccò il tempo a una catena.
Se lo mise in tasca e di quando in quando lo consultava. Di quando in quando. Poi volle incatenarlo al polso,convinto che in questo modo l’avrebbe addomesticato e dominato. Ma fu il tempo a incatenare lui. L’uomo dimenticò di leggere le ombre, di riconoscere i segni. Disimparò quel che il sole gli aveva insegnato. E così divenne prigioniero del tempo.In passato gli uomini si servivano del tempo come volevano. Lui era lì ad aspettare. Si faceva prendere .L’uomo lo guardava. Aveva il tempo, e il tempo era libero dagli uomini. Ma una volta attaccato al polso, chiuso negli orologi ,il tempo si mise a girare in tondo, come in gabbia.Per evitare di perderlo gli furono aggiunti dei numeri. Non bisognava perdere tempo. Questo credeva l’uomo.

E l’uomo finì, disperato, per correre dietro a colui che aveva messo in catene. Il tempo non si era mosso, era rimasto lì, in attesa, e osservava l’uomo che gli sfrecciava davanti senza guardarlo, senza fermarsi a tentare di vederlo, gli occhi fissi sul proprio polso. L’uomo inseguiva l’altro tempo, quello che aveva inventato lui, un tempo cieco, crudele, sostituibile, virtuale, un mostro rabbioso che alla fine lo uccise. E’ così che l’uomo è diventato mortale. Prima,per morire si addormentava concedendosi il tempo, si lasciava cullare da lui.Era il matrimonio estremo. Sapendo che il tempo era immortale, se ne andava insieme a lui dall’altra parte della vita, senza timore.”

(Bernard Giraudeau- “Caro mondo…”)

 


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3 pensieri riguardo ““Il tempo passa senza chiedere scusa”

    Principessa70 ha detto:
    dicembre 13, 2015 alle 5:48 pm

    👍

      Danilo Sesti ha risposto:
      dicembre 13, 2015 alle 6:49 pm

      Ti dirò, da quando ho fatto 30 anni, benché dica che non mi sento diverso, inizio a pensare che non posso più perdere nemmeno un attimo a fare cose (e vedere persone, soprattutto) di cui non mi frega niente 😀

        Principessa70 ha detto:
        dicembre 13, 2015 alle 7:33 pm

        Consapevolezza! 😀

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