Lo Zen e l’arte di mandare in culo le persone

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Di tutti i modi con cui è possibile mandare qualcuno a “farsi una girata” (si lo so che nel titolo non mi sono censurato, ma era per richiamare l’attenzione) quello che preferisco è quello silenzioso che nessuno sente ma che il diretto interessato percepisce:

Mandare a fanculo qualcuno in silenzio. Tu ce lo hai mandato ma lui non lo sa. Lo sente, ma non ne ha la certezza

Si, sono consapevole che a volte può essere liberatorio urlare in faccia a quella persona odiosa che ti ha fatto girare le scatole e vedere il suo sguardo mentre dalla tua bocca escono le più truci parole di offesa…però negli anni ho capito che arrabbiarsi è inutile e che litigare porta ad altri litigi, soprattutto con certe tipologie di persone che non amano essere “sottomesse” dagli altri (ma poi magari in casa è la moglie che li lega al letto e li frusta…ma vabbeh…) o che alzano la voce subito per prendere la ragione perché è l’unico modo che hanno per farsi sentire. Con persone del genere che senso ha urlare, arrabbiarsi e spendere energie inutili? Tanto vale guardarle negli occhi con estrema calma e esclamare un semplice “Ok”.
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(Si esattamente così!)

Solitamente questa cosa genera degli effetti divertenti, soprattutto perché non c’è niente di più fastidioso che arrabbiarsi con qualcuno che resta calmo, non reagisce e non ti lascia sfogare la rabbia che hai dentro perché, apparentemente, non ti offre una sfida adeguata e sembra fregarsene della situazione. Ma io non sto parlando, comunque, di restare calmo e farsi passare tutto sopra senza fare niente; sto ragionando sul fatto di arrivare a uno stato mentale tale per cui, anche se arrabbiati, si mantiene un certo “Savoir-faire” ma, nello stesso tempo, si fa capire all’altro che lo si sta mandando beatamente in culo.

Certo, non basta così poco per far capire all’altro quali siano le tue intenzioni ma aggiungere a tutto ciò della sana indifferenza a tutto quello che fa, o dice, cercando di non prodigarsi in atteggiamenti superiori o sarcastici (non troppo espliciti, altrimenti crolla tutto il castello che uno si è montato) alla lunga porta gli effetti desiderati:

La gente smette di rompere!

(Magari per i motivi sbagliati, ma l’importante è l’effetto finale)


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Un pensiero riguardo “Lo Zen e l’arte di mandare in culo le persone

    sherazade ha detto:
    febbraio 12, 2016 alle 5:40 pm

    Ah…sì. …ok!
    Sheraxorapuobastare

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