Un aspirante eremita non può soffrire di solitudine

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Il problema più grande di quanto sei vagamente asociale e tendenzialmente misantropo non è tanto il fatto che le persone cosiddette “normali” ( quelle che io chiamo amorevolmente “standard” ) non ti capiscono, ma il fatto che nemmeno si sforzano di farlo, impiegando magari le loro energie semplicemente per additarti.
Ma si sa, l’uomo reputa stupido ciò che non capisce, ed è più facile cadere nella banalità del giudizio infondato che non cercare di comprendere i motivi che stanno dietro ai comportamenti di una persona, soprattutto se diversi da quelli che la società ci ha insegnato a considerare giusti e che, in maniera più o meno subdola, ci ripete ogni giorno per non permettere a se stessa di crollare. Se tutti seguissimo solo il proprio istinto senza darci dei valori non ci sarebbe una società “civile” (le virgolette qua sono d’obbligo) come quella che abbiamo costruito in tutti questi secoli, ma è così necessario allontanare chi punta la propria vita su priorità diverse o ha il cuore che arde verso altri orizzonti piuttosto che alla vita perfetta che ci propinano in televisione o nelle storie delle elementari?

Eremita

Davanti al fatto compiuto che la maggior parte delle persone che hai intorno ha una visione del mondo totalmente diversa dalla tua non è possibile non sentirsi soli ed emarginati. Quando la maggior parte dei discorsi che ascolti si fondano su argomenti che non ti interessano e non hai nessuno, vicino, con cui poter parlare di ciò che ti fa bruciare l’anima il senso di solitudine non ti lascia stare e, per quanto uno possa stare bene con te stesso, la voglia di condividere anche solo un pensiero con un’altra persona ti si aggrappa alla schiena e non ti si stacca tanto facilmente.

E se pensi, e dici, che forse sei destinato a fare l’eremita per non dover soffrire di solitudine, non puoi poi di certo lamentarti del contrario. No?

PS. La frase che da il titolo al post è di una mia carissima amica, Chiara, che ora se ne sta tranquilla a Grancanaria a prendere il sole. Dopo averle detto che un giorno andrò in eremitaggio mi ha tirato fuori questa perla di saggezza, insieme a un meno poetico “mi stai invecchiando”


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2 pensieri riguardo “Un aspirante eremita non può soffrire di solitudine

    B. Polare ha detto:
    aprile 10, 2016 alle 3:03 pm

    É tutto molto vero e bello quello che dici. Però sinceramente io vorrei essere un’eremita per non avere rotture di maroni. E se soffrir la solitudine è un dazio da pagare per star tranquilli… Ok! Ben venga!

      Danilo Sesti ha risposto:
      aprile 10, 2016 alle 4:42 pm

      Anche io vorrei, ma ho, soprattutto ultimamente, problemi a gestire la solitudine, che invece ho sempre trovato una valida compagna di vita…sarà l’età ( o il fatto che tutti i miei più cari amici sono partiti o stanno lontani e mi trovo con ben poche persone con cui ho lo stesso feeling) 😀

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