Quando youtube ti consiglia la musica di cui hai bisogno

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C’è così tanta bella musica in giro sul web che è davvero un peccato fidarsi solo di ciò che passano i canali mainstream. Quando avevo 15-16 anni c’era il detto MTV decide la musica da ascoltare, ma oggi che possiamo usufruire del web, con tutti i pro e i contro del caso, siamo veramente in grado di trovare ciò che ci piace, anche se non viene pubblicizzato, anche se non è conosciuto.

Vi presento gli Earthside, scoperti grazie ai consigli di youtube :’)

Le Dolomiti 15 anni dopo

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Tornare in un posto dopo 15 anni è strano, soprattutto se è un posto di montagna.
Le città cambiano velocemente, ma i monti se ne stanno là, tranquilli, a farsi gli affari loro e, a meno che non ci sia stato un massiccio intervento dell’uomo, o qualche evento naturale di grandi proporzioni, è difficile notare le differenze nonostante tutto quel tempo passato. Ma l’emozione di riconoscere un sentiero, un lago o una vallata e poter esclamare “Cavolo, quindici anni fa qua, in questo esatto punto, è successo questo” stando su un posto che, al nostro piccolo occhio, è uguale a prima, è indescrivibile.

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L’unica cosa che non ho ancora imparato a fare con le cartine è piegarle…
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Nonostante abbia un cellulare da 4 soldi, pare che riesca a fare le foto panoramiche
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“Ma lasciatemi qui nel mio pezzo di cielo ad affogare i cattivi ricordi”

PS  In questo post c’è un piccolo inganno, vediamo se lo scoprite 😀

Ciaooooo!

 

Angelica’s Dreamroom

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Pensavo di metterci meno tempo del previsto, poi, più di una volta, ho cancellato il progetto e l’ho ricominciato dall’inizio. Ci vuole il coraggio anche di buttare via una giornata intera di lavoro e iniziarlo di nuovo, con una nuova tazza di the (o di caffè) sulla scrivania, col caldo e il computer acceso.

Buon ascolto :’)

Mi piacciono i cimiteri…

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…e normalmente evito di dirlo perché la gente mi prende per matto più di quanto non faccia di solito. No, non è vero, lo dico sempre appena posso proprio per guardare la faccia sbigottita dei miei interlocutori. Come se poi ci debba necessariamente essere qualcosa di strano ad amare una cosa piuttosto che un’altra, soltanto perché ci sono sepolte delle persone non significa che non possano avere una loro dignità artistica, anzi, trovo che l’arte funeraria abbia una grande valore, sia materiale che spirituale, e che meriterebbe maggior considerazione.

Ho sempre adorato i mausolei pomposi, quelli con le statue di angeli sopra, le siepi curate attorno e gli elenchi delle persone sepolte. Mi piacciono anche le cripte sotto le chiese dove riposano gli ecclesiastici o le famiglie nobili, mentre invece non amo i cimiteri che sembrano dei prefabbricati, quelli un po’ tutti uguali tra loro; sembrano più reparti del supermercato che luoghi sacri; forse sono anche più in linea con il modo di vivere di oggi, dove tutto è più minimale, estremamente funzionale ma anche asettico e spersonalizzato.

Nonostante questo, essendo una persona molto spirituale e molto religiosa (ma non credente, ma di questo parlerò più avanti) trovo i cimiteri dei luoghi di pace e serenità incredibile. Sarà il silenzio o il rispetto, più o meno vero, che si respira dalle persone che ci trovi, però mi sono trovato più volte a leggere tutti i nomi delle persone sepolte soltanto per godermi la pace del momento. Mi sono chiesto, di qualcuno, chi fosse, cosa facesse in vita. A volte credo di aver stupidamente parlato con qualche bara, come se il morto potesse in qualche modo rispondermi, altre volte ho guardato le persone che andavano a celebrare i propri cari sepolti, cosa che non faccio mai per svariati motivi, tra cui il fatto che la maggior parte dei miei parenti non sono in Toscana.

Eppure, nonostante tutto, la gente continua a darmi del matto se affermo queste cose. E mi chiedo, se i cimiteri sono luoghi di culto in cui andare a salutare l’ultima volta i propri cari per poi portare loro dei fiori, dei dolci o quant’altro, perché dobbiamo ancora trovare del macabro nei cimiteri?

Boh!

Hai 30 anni, perché non ti sposi?

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Qualche giorno fa avevo voglia di pizza, così, invece di cucinare ho ordinato la mia solita sottobosco con aggiunta di prosciutto crudo (la sottobosco, almeno come la fanno alla pizzeria sotto casa, è una pizza bianca con porcini e crema di tartufo) e mi sono assicurato di comprare anche la solita birra che prendo quando passo dalla pizzeria: una Pyraser bionda. Questa.
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Cosa c’entra tutto questo con il titolo dell’articolo? Più o meno niente, è solo l’input per raccontare quello che mi è successo proprio quel giorno mentre tornavo dalla pizzeria e per raccontare a voi, e a me stesso, di come sia diventato tremendamente abitudinario. Saranno almeno 4 mesi, infatti, che prendo la solita pizza accompagnata dalla solita birra sempre nella solita pizzeria. Vecchiaia? Noia? Fatica? Boh, la pizza è buona e la birra pure, mi va bene così…forse rassegnazione…

Ma non è questo l’importante…

Stavo dicendo…ho ordinato la pizza per le 20:00 e, mentre tornavo a casa con il cartone fumante e la bottiglia di birra accuratamente messa in un sacchetto di plastica, ho incontrato un mio amico di infanzia che ha la nonna che vive nel mio stesso condominio.

Non ci vedevamo da diverso tempo, nonostante prima passassimo molto tempo insieme. Come succede sempre, niente di così particolare o strano, la vita va avanti e ognuno prende la sua strada. Le nostre scelte ci hanno semplicemente portato lontano.

Quando ho alzato la mano per salutarlo stava per entrare in macchina, al suo fianco c’era anche la sua ragazza\convivente e ormai futura moglie.

“Oh, Danilo, bada chi? Indovina un po’, la sai la novità?”

Quando una persona ti saluta così, soprattutto dopo tanto tempo che non ti vede, può solo dirti che si sposa o che sta per avere un bambino, o che si trasferisce all’estero, o che ha vinto alla lotteria, o che a casa sua sono piovute pecore esplosive.

Io, con la mia solita calma serafica, lo guardo sorridendo e rispondo

“Ti sposi!”

“Eh si, tra due settimane, te l’avevo già detto?

“No, mi avevi detto che ti saresti sposato, ma non sapevo la data…tra l’altro è periodo, dal 4 giugno a fine ottobre vi sposate tutti”

“E te quando ti sposi? Presto eh…e poi almeno 7-8 bambini…”

“Bella la maglia di Star Wars dove l’hai presa?”

Si, ho risposto davvero così…dovevo cambiare argomento…dovevo attaccarmi a qualcosa per non parlare di matrimonio…non che abbia qualcosa contro la gente che si sposa, o contro la cerimonia, o contro l’amore, o contro qualunque scelta di vita facciano le persone…semplicemente, non capisco perché la gente mi deve venire a chiedere in continuazione quando avrò intenzione di sposarmi.

Le solite cose…facciamo finta di essere diversi, ci raccontiamo che le convenzioni sono per gli altri e poi pretendiamo che le persone si comportino come noi perché “ormai hai 30 anni”

Si, ho 30 anni, e quindi? C’è scritto da qualche parte che a 30 anni devo aver messo per forza su famiglia semplicemente perché lo fanno tutti gli altri? Lo farò quando vorrò\potrò farlo indipendentemente dall’età che avrò.

Come mai le persone sono turbate da tutto ciò? Ho il sospetto che abbiano paura delle persone che fanno scelte di vita controcorrente, diverse dalle masse, come se temessero di non avere loro le chiavi della felicità…ma si sa che i sovversivi hanno sempre fatto paura, solo non riesco a capacitarmi del perché…

Comunque, a parte le mie digressioni contro le convenzioni sociali, soprattutto quando me le vengono a spiattellare in faccia senza curarsi del fatto che non me ne frega un tubo … sto realizzando che davvero da domani a ottobre si sposano tantissimi amici che hanno la mia età.

Di alcuni ci avrei messo la mano sul fuoco, romantici col sogno della famiglia o semplicemente borghesi per cui è normale sposarsi perché si fa così; ma per altre persone…beh, avrei scommesso sulla semplice convivenza. Ad uno di questi, che è anche uno dei miei migliori amici, ricordo che dissi:

“Il giorno che ti sposerai sarà il primo segno dell’Apocalisse, lo sai vero?”

E mi sa che dovrò prepararmi al peggio…nel frattempo, sarà il caso di comprare un completo nuovo che quello del matrimonio di mia sorella ormai è datato 🙂

P.S. Ovviamente la pizza si è freddata in tutto ciò, ma almeno ho scoperto dove prendere la maglia di Star Wars



“In direzione ostinata e contraria”

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Ieri mattina, verso le 7:30, sono andato a camminare in collina, dietro casa mia come faccio da diverso tempo a questa parte.

Inizialmente avevo preso la cosa come un modo per rilassarmi facendo una passeggiata tranquilla, ma ormai è diventata un’abitudine quasi necessaria…e più passa il tempo più aumento il tempo in cui mi perdo tra la strada e i sentieri tanto che sono, appunto, costretto ad andare la mattina presto altrimenti non ne avrei il tempo.

Subito dopo la prima curva che costeggia il cimitero di Uzzano mi sono voluto fermare a guardare il panorama seduto su una di quelle scomode – e brutte –  panchine che il comune ha deciso di installare qualche anno fa e ho cominciato a riflettere un po’ di più su alcune questioni che mi riguardano.

"Guarda. Cerca. Corri lontano. Vola. " #endless #horizon #uzzano #relax #autumn

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“Pensare troppo fa male” dicono, ed è vero. Ma non è forse tramite la consapevolezza, anche dolorosa, del proprio io e delle proprie condizioni che si raggiunge lo “step” successivo? Dovrei forse adagiarmi a vivere prendendo le cose “così come sono perché è così che va il mondo”?

NO!

Come ho scritto più volte –  e come ho sempre detto – il mio essere vagamente asociale e tendenzialmente misantropo mi ha portato sempre più lontano dal senso comune tanto che ormai mi sento come lo scemo del villaggio, costantemente fuori luogo ma consapevole  della cosa. E non me ne lamento. Per niente. Mi piace questa cosa.

Il problema è un altro…mi sono talmente staccato da tutto quello che è convenzionale, da tutto quello che la gente considera normale  che non mi sento più di appartenere a niente.

Le persone parlano di cose verso cui non provo interesse, in continuazione. La musica che passa in radio mi annoia, i film che passano in tv non mi stimolano per niente. E così cerco cose più underground, cose che alla fine conosciamo io e pochi altri di cui nemmeno conosco l’esistenza. Ed è una sorta di circolo vizioso…ma dovrei tradire me stesso per essere più sereno, o devo trovare il modo di esserlo restando coerente con le mie scelte?

La risposta è ovviamente la seconda, ma continuo a chiedermi, mentre riempio instagram di fotografie di nuvole, se sono adatto a questo mondo o no.

 

Se non sai dove stai andando non puoi perderti…ma rischi di non arrivare in alcun luogo

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DISCLAIMER: Mi sono accorto di aver già fatto un post con questo titolo, esattamente un anno fa a seguito di quello che scrissi su facebook….l’articolo lo ritrovate qua

Esattamente un anno fa, sulla bacheca di Facebook, scrivevo questa frase, un pensiero che mi venne in mente, per la prima volta, molti anni fa durante una camminata in montagna:

Se non sai dove stai andando non puoi perderti…ma rischi di non arrivare in alcun luogo

Il primo commento ricevuto, dopo anni di “cavolo che pensiero profondo” è stato invece quello di un’amica che, citando Lewis Carroll, mi dette pure l’idea per il sottotitolo di questo blog:

If you don’t know where you are going, any road will get you there

C’è questa cosa, in me, questa wanderlust incombente e pesante che non mi lascia stare, una voce che mi dice di andare via ma senza dirmi dove. E finché non capisco dove ha senso pensare di partire, lasciare tutto, anche le cose che mi fanno stare bene, per rischiare di perdermi dentro me stesso più che in chissà quale strada?

Non lo so ancora, ma sento che piano piano ci sto arrivando alla soluzione del problema, senza troppi sforzi…forse devo solo aspettare che tutto si manifesti come un’epifania e mi renda chiaro cosa devo fare. O forse quello zaino poggiato sul tavolo, in attesa di essere riempito, è la risposta a tutto…